Primo
(Gallucci 2015).

Ambientato in un presente prossimo colmo di rabbia e di incertezze, Primo (Gallucci HD, 2015) rinnova il mito più antico del mondo: i padri divorano i figli, i figli combattono i padri. In un Paese ammalato, avvitato in una spirale negativa che ha portato il patto tra le generazioni alla rottura, il lupo cattivo alla fine è arrivato davvero e ha spazzato via con un soffio i muri di paglia che ci proteggevano.

Un padre in pieno delirio d'impotenza cerca di restaurare un codice morale perduto, una donna spezzata da un parto non è capace di accettarsi come madre dimezzata, un figlio invisibile sbraccia invano per richiamare la loro attenzione. Contro tutto questo si ergerà Primo: una creatura "pesante dieci chili e lunga ottanta centimetri". Un cucciolo d'uomo capace di amare selvaggiamente, con intransigenza, di prendere per i capelli la sua famiglia e trascinarla oltre i propri limiti.

Primo è un romanzo che sfugge a una definizione univoca, da leggere come una favola in chiaro-scuro sulla fragilità dell'infanzia, un ritratto di famiglia pervaso dallo spirito del nostro tempo, assetato di misericordia.

Il romanzo Primo ha vinto il premio letterario nazionale Io Scrittore, assegnato da una community di oltre 3.500 lettori.



Malafede
(Lantana 2011).

Romanzo vincitore del Premio Puglialibre 2011.

Nel romanzo avviene una metamorfosi dei sentimenti, del cuore, un suo diversificarsi, che è narrata con molta delicatezza ma anche con molta incisività. E questo fa il bello del libro.
Antonio De Bendetti, CultBook

Malafede, un romanzo necessario, aggrappato con le unghie al presente eppure anche lieve e inquietante come una profezia.
Marco Lodoli, La Repubblica

Cotrona è talmente bravo a raccontare che quando si arriva per la prima volta a Malafede si ha la netta sensazione di un dejà vu.
Lauretta Colonnelli, Corriere della sera

Coraggioso romanzo di un 38enne tarantino che ruota intorno alla ricerca della felicità, ossessione del protagonista, travolto dalla liquidità delle cose.
Filippo La Porta, XL

Un maniacale inventario del dolore, una commovente ricerca della felicità.
Filippo Bologna, La Repubblica



Ho sognato che qualcuno mi amava
(palomar-cromosoma y 2005)

Un esordio che propone la voce personale di chi sa esprimere in prosa lo stato più instabile della natura: quello dei sentimenti.
Enzo Verrengia, Gazzetta del Mezzogiorno

Maurizio Cotrona con la sfrontatezza di uno scrittore all'esordio ma con un inquieto disincanto ci restituisce la nota autentica e spezzata di un coro di personaggi malinconici e sognanti che attraversano la gioventù come un tormento e le periferie indistinguibili delle nostre città come un paesaggio esausto, popolato soltanto di cose mute.
Christian Raimo